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Settimane Musicali al Teatro Olimpico

15 edizione, 2 - 15 giugno 2006
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Il flauto magico

di Mozart - De Gamerra

Un'opera italiana per i teatri dell'Impero Asburgico

Fontespizio

Frontespizio e seconda pagina del libretto di Praga 1794 (I-Pac, n. 62334).

Il progetto intende promuovere la rappresentazione, al Teatro Olimpico di Vicenza, dell'opera lirica “Il flauto magico”, secondo i manoscritti della versione in italiano di Giovanni De Gamerra, rappresentata per la prima volta al Teatro di corte di Praga nel novembre del 1794. Ultima delle opere liriche scritte in vita da Mozart, e primo grande “faro” della sua gloria purtroppo postuma, “Il flauto magico” nasce come “Zauberflöte” e viene rappresentato per la prima volta nel teatro di un sobborgo viennese (Teatro Freihaus an der Wien) il 30 settembre del 1791. Si tratta in effetti di un Singspiel, sorta di spettacolo misto, cantato e parlato, in tedesco, che si può forse paragonare alla nostra operetta. Autore del libretto è lo stesso capocomico che gestisce il teatro, Emanuel Schikaneder, primo interprete tra l'altro del personaggio buffo per eccellenza nell'opera, l'uccellatore Papageno.

L'opera, sintesi suprema di semplicità popolare e sublime bellezza musicale, ha da subito un enorme successo: le tantissime riprese in diverse città tedesche si susseguono a ritmo incalzante, cosa singolare se si tiene conto del consumismo che caratterizza la produzione musicale dell'epoca. La “Zauberflöte” diviene a tal punto richiesta dai pubblici europei che nasce l'esigenza di rappresentarla anche nei teatri di più nobile lignaggio, cui la tradizione e la prassi dell'epoca vogliono però sia riservata la lingua italiana. La traduzione del libretto di Schikaneder viene quindi affidata ad uno dei poeti più in voga, degno collega dei Bertati, Da Ponte, Metastasio e degli altri “poeti cesarei” che giravano all'epoca le corti d'Europa: Giovanni De Gamerra. Singolarissima figura di poeta, viaggiatore e avventuriero – si dice portasse sempre con sè un'urna con le ceneri della donna da lui più amata in vita – De Gamerra muore poco più di duecento anni fa, nell'agosto del 1803, proprio a Vicenza.

Prima Pagina

Frontespizio e prima pagina Ouverture (l'ultima parola scritta in corsivo e tra parentesi quadre)della partitura manoscritta in I-Mc, ms. 259, proveniente da Praga e vergata su carta con tipiche filigrane boeme (Wolfgang Witzenmann, Zu einigen Handschriften des «Flauto magico», in «Analecta musicologica», XVIII, 1978, pp. 55-82).

Potrà sembrare strano, ma la traduzione del Flauto Magico non nasce dunque con l'intento di diffondere l'opera nei teatri italiani, ma deriva dall'esigenza di “nobilitare” il Singspiel originario trasformandolo in un dramma eroicomico o giocoso, la stessa dicitura con cui era nato qualche anno prima il Don Giovanni. Ed è proprio per Praga, nel 1794, quindi a soli tre anni di distanza dal debutto della versione originale tedesca, che De Gamerra scrive il suo Flauto Magico, sotto la direzione organizzativa di quel Domenico Guardasoni già impresario delle prime praghesi di Nozze di Figaro e Don Giovanni. La versione di De Gamerra verrà utilizzata, prima di passare in Italia (ma solo vent'anni più tardi, nel 1816), anche per alcune rappresentazioni a Dresda e Lipsia, ove però la trama dell'opera verrà modificata assecondando le smanie di protagonismo di una delle primedonne. Tutti i dialoghi, “parlati” nell'originale tedesco, vengono trasformati da De Gamerra in “recitativi secchi”, tradizionalmente accompagnati dal cembalo e dal basso, verosimilmente con la collaborazione musicale del cembalista del teatro di Praga, che (detto per inciso) pare sia stato pure l'autore dei recitativi del Don Giovanni. Il recitativo secco, irrinunciabile nell'opera italiana fino oltre la metà dell'Ottocento, deriva direttamente dall'antica forma del “recitar cantando”, di ascendenza fiorentina (agli inizi del Seicento la Camerata dei Bardi si “inventò” l'opera lirica nel tentativo di far rinascere l'antica arte musicale dei greci). La tradizione dell'opera italiana riservava al recitativo secco lo svolgimento dell'azione drammatica, le arie essendo destinate ai momenti lirici, di contemplazione o riflessione.

La rappresentazione vicentina del “Flauto Magico” di De Gamerra sarà la prima ripresa in tempi moderni di questo lavoro, ed il materiale musicale per l'esecuzione sarà redatto in diretta concordanza con i manoscritti della prima praghese, di cui si è riusciti fortunosamente a recuperare sia il ibretto che la partitura autografa. Tutto ciò sarà reso possibile dalla collaborazione con il Dipartimento di Storia della Musica dell'Università di Padova, a cura del quale saranno anche un saggio introduttivo ed una conferenza di presentazione del progetto.

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Settimane Musicali al Teatro Olimpico - Contrà San Pietro 67, 36100 Vicenza - e-mail: info@olimpico.vicenza.it