Salta a: contenuto (1); navigazione (2).

Settimane Musicali al Teatro Olimpico

15 edizione, 2 - 15 giugno 2006
Navigazione.
Contenuto.

IL GIORNALE DI VICENZA - Cesare Galla

Il "fuori scena" di Verdi e Rossini

13/06/2007

Vicenza. Fino a tutto il Settecento, gli operisti erano spesso anche autori di musica da camera: la specializzazione assoluta non esisteva e un compositore doveva cimentarsi con tutti i generi. Nell'Ottocento l'enorme popolarità del melodramma ha cambiato n po' le cose: chi vi si dedicava era preso in una vera e propria "catena di montaggio" che lasciava ben poco tempo per l'altra musica, specialmente se gli arrideva il successo. Questo non ha impedito che anche gli autori più grandi abbiano affrontato l'ambito strumentale "assoluto", magari occasionalmente ma comunque lasciando esempi ragguardevoli.
Le settimane musicali si sono incaricate, nel più recente appuntamento, di illuminare proprio questo versante dei due massimi operisti italiani del XIX secolo, proponendo una Sonata a quattro e il Duo per violoncello e contrabbasso di Rossini e il Quartetto per archi di Verdi.
Le Sonate a quattro rossiniane sono composizioni d'occasione, nate nel corso d una villeggiatura quando il musicista aveva 12 anni e destinate a un singolare organico (due violini, violoncello e contrabbasso) perché questi erano gli strumenti a disposizione per l'esecuzione domestica. Esse svelano quanto il fanciullo prodigio nella sua formazione fosse attirato dal classicismo viennese, haydniano e mozartiano, soprattutto, ma sono anche "incunaboli" di pagine che diverranno celebri successivamente. Nella sesta, eseguita all'Olimpico in apertura di serata, c'è un anticipo di un'Aria celebre de l'Italiana in Algeri, "Per lui che adoro", e soprattutto un già corposo preannuncio di quella che poi diventerà il "temporale" nel secondo atto del "Il barbiere di Siviglia"
Il Quartetto verdiano è un'opera della grande maturità (1873): scrittura sapiente e perfino dotta nella dialettica fra gli strumenti, grande forza espressiva. È evidente che la scuola tedesca ottocentesca (da Beethoven in poi) era tutt'altro che ignota al grande operista, il quale poi si prende il gusto di chiudere la composizione con una fuga di straordinaria nitidezza "lavorata" con sicuro artigianato. Altrettanto farà nel suo ultimo melodramma per affermare la filosofia di Falstaff "tutto nel mondo è burla"
Esecuzione rigorosa e brillante da parte degli archi riuniti per l'occasione all'Olimpico. Se nella sonata di Rossini il primo violino Gabrielle Shek è parso di suono fin troppo secco, in Verdi la stessa Shek ha trovato al buona misura a fianco di Sonig Tchakerian, di Antonello Farulli alla viola e Silvia Chiesa al violoncello. Quest'ultima poi, ha tornito il suono con sorridente eleganza nel Duo rossiniano insieme al contrabbassista Ubaldo Fioravanti.
La serata proponeva anche una magnifica pagina novecentesca, il Quartetto "Rispetti e Strambotti" di Gian Francesco Malipiero (1920), ricchissimo di suggestioni espressive nella struttura in venti strofe, con n linguaggio che rivede le istanze neoclassiche dell'epoca alla luce di una personalissima ed affascinante elaborazione del suono. Anche in questo caso, virtuosistica la resa dei cameristi delle Settimane Musicali, salutati da applausi entusiasti del pubblico, ahimè decisamente scarso.


« Torna all'indice

Settimane Musicali al Teatro Olimpico - Contrà San Pietro 67, 36100 Vicenza - e-mail: info@olimpico.vicenza.it