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Settimane Musicali al Teatro Olimpico

15 edizione, 2 - 15 giugno 2006
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IL GIORNALE DI VICENZA - Cesare Galla

Vivaldi, il marchio veneto

11/06/2007

Vicenza. La gloriosa tradizione di una scuola che oltre mezzo secolo fa ha iniziato a illuminare la civiltà strumentale del barocco veneziano, ed è stata protagonista assolta della nascita in epoca moderna del gusto per gli autori del nostro Settecento. La straordinaria continuità generazionale in un pensiero interpretativo (oltre che tecnico) che oggi continua a conservare la sua impronta caratteristica e unica, al di là dell'evoluzione della "prassi esecutiva".
Nel nome di Luigi Ferro, a trent'anni dalla sua scomparsa, l'altra sera all'Olimpico - gremito e plaudente - si è tenuto un evento decisamente particolare, bellissimo sugello alla sedicesima edizione delle Settimane Musicali. Qualcosa che se si stesse parlando di rock potrebbe essere definito "reunion", come si dice del ritrovarsi dopo decenni dei membri di gloriose band, ma che dava anche il senso consolante della continuità garantita appunto dalla scuola dei "senior" e dal talento dei giovani.
Un mix speciale e unico per una serata tutta dedicata ad Antonio Vivaldi. Il "prete rosso" oggi va per la maggiore in tutto il mondo, ma fino a dopo la seconda guerra mondiale il suo nome nei programmi dei concerti era un'assoluta rarità. Quando cominciò l'onda, Luigi Ferro c'era. Con Vivaldi sentiva sicuramente anche i legami di terra, anzi di laguna, visto che era di Murano (1903): come il "prete rosso" era insieme virtuoso e maestro del violino; fece parte della prima schiera degli "esploratori del barocco" che si affacciavano alle scene concertistiche (i mitici "Virtuosi di Roma"), soprattutto fede l'insegnante, trasmise la sua dottrina, nei conservatori di Venezia (naturalmente) e di Milano. Sotto la sua guida crebbe la generazione che avrebbe portato Vivaldi ( e i suoi conterranei e contemporanei: Albinoni, i Marcello) ai quattro angoli della terra letteralmente.
Due fra i più insigni allievi di Ferro e protagonisti di quest'avventura unica erano all'Olimpico l'altra sera. Naturalmente e per nostra fortuna Giovanni Guglielmo, vicentino, e Piero Toso, padovano, sono ancora attivissimi e ben noti per questo al pubblico degli appassionati. Ma chissà da quanto tempo non suonavano insieme...E chissà se avevano mai suonato in formazione da camera (al di fuori forse di antiche esercitazioni) con quei loro allievi così brillanti, Sonig Tchakerian (Guglielmo)e Giovanni Angeleri (Toso).
No, un gruppo di solisti di questo calibro e con quest'unità di pensiero non si era mai visto né sentito e accogliamo con soddisfazione la già dichiarata intenzione di continuare l'esperienza nelle prossime edizioni del festival, nel nome magari di Corelli e di Haendel). E nel nome dell'amicizia e del vincolo speciale e fortissimo che lega maestro e allievo.
L'altra sera i quattro violinisti hanno dunque dato vita a un'ampia incursione nello scrigno della celebre raccolta di dodici concerti che il prete rosso pubblicò ad Amsterdam nel 1711 come "L'Estro Armonico". Insieme a loro, per dare vita all'esecuzione con le parti reali prescritte dallo stesso compositore, i violinisti Ivan Malaspina, i violoncellisti Trimboli e Tieppo, il contrabbassista Fioravanti, Roberto Loreggian all'organo positivo e Ivano Zanenghi alla tiorba per "insaporire" il basso continuo. Fra i dodici brani, sono scelti tutti quattro quelli con violino solista (uno per ciascuno dei virtuosi) e poi due di quelli per due violini (n. 8 e n. 11) e uno con quattro violini (n. 10), quello più studiato da Bach, che in realtà meditò a lungo su quella musica prodigiosa, variamente trascrivendola, conscio della sua importanza. In effetti l'Estro Armonico offriva l'occasione unica di cogliere per così dire in itinere, durante la trasformazione, il passaggio dal Concerto Grosso al Concerto solistico realizzato attraverso la progressiva crescita di dignità solistica dei componenti del "concertino".
Ha regalato emozione vera entrare in questa musica grazie a tali interpreti. Il colore elegantissimo e soprattutto magicamente naturale, l'energia perentoria dei movimenti svelti, la dolcissima contabilità di quelli lenti, l'eleganza del fraseggio, mai abbandonata neanche nei passaggi più irti di virtuosismo, il senso dell'insieme, a affinato dall'esperienza personale e messo a disposizione dell'inedito ensemble con superba efficacia, l'approccio stilistico meditativo ma estroverso, ricco di forza comunicativa: tutto questo ha plasmato un'interpretazione magistrale, un Vivaldi assolutamente a "denominazione di origine controllata"
È stato un viaggio affascinante nei tanti microcosmi disegnati dal compositore veneziano con questi concerti, un'esplorazione accompagnata nei tesori e nella melodia, della forma e del dialogo fra le parti, con una chiarezza indimenticabile.
Alla fine non poteva che esserci un'ovazione interminabile.



Il festival entra a far parte dell'Associazione europea

Le delle Settimane Musicali al Teatro Olimpico sono entrate a far parte dell'EFA - European Festival Association -, la più antica (dal 1952) e prestigiosa federazione internazionale dei festival d'Europa.
Dell'EFA fanno parte importanti istituzioni quali BBC Proms di Londra, Festival di Lucerna, Berliner Festspiele. Le Settimane Musicali al Teatro Olimpico sono l'unico festival veneto ad esservi ammesso, a fianco di altre 9 realtà italiane quali Settembre Musica di Torino, Settimane Musicali di Stresa, Festival di Brescia e Bergamo, Settimane Musicali di Merano, Ravenna Festival, Emilia Romagna Festival, Rossini Opera Festival (ROF) di Pesaro, Montepulciano, Martina Franca. La candidatura delle Settimane Musicali è stata vagliata dall'assemblea generale dell'EFA riunitasi a Bruxelles pochi giorni fa ed accettata con il punteggio più alto tra le new entries 2008.
I primi contatti del festival con l'Associazione risalgono al 2004. Dopo alcuni anni di "osservazione" l'accoglimento del consenso internazionale.


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Settimane Musicali al Teatro Olimpico - Contrà San Pietro 67, 36100 Vicenza - e-mail: info@olimpico.vicenza.it