È inevitabile oggi ribadire che i programmi che fuoriescono dai normali circuiti esecutivi sono proposti dalle piccole rassegne,
piuttosto che dalle istituzioni ufficiali. Le Settimane musicali del Teatro Olimpico, dirette da Giovanni Battista Rigon, sono
programmate con consapevolezza culturale. Il tema è il "Viaggio in Italia, seconda tappa Roma". Tema per la verità un po' troppo
estensivo, occasione però di un festival variopinto e sfaccettato. Due gli appuntamenti teatrali, l'"Ottone in villa", la prima opera di
Vivaldi, scritta nel 1713 per il Teatro delle Grazie di Vicenza, e il "Barbiere di Siviglia" di Rossini. Rappresentare uno spettacolo
all'Olimpico è sempre problematico. Il monumento palladiano condiziona l'idea registica. Roberto Recchia propone una soluzione
ingegnosa. Riduce la scenografia a griglie metalliche mobili, che distanziano l'azione dalla architettura storica, ma senza alterarla.
Il racconto si svolge con scioltezza narrativa, i costumi sono d'epoca, la comicità è molto teatrale, anche se talvolta un po'
eccessiva nel gesto e nella recitazione.
La direzione di Giovanni Battista Rigon è più sobria, l'impianto classicistico. Direi che è una bella interpretazione quasi di stile
viennese: Rossini che guarda a Mozart e a Beethoven, a conferma di una ascendenza. Appare così evidente come il concertato
finale del primo atto sembra ripensare al monumentale finale del secondo atto delle "Nozze di Figaro". Di conseguenza l'iperbole
ritmica viene attenuata, il cantabile è più disteso del consueto, le simmetrie rossiniane sono di una composta nitidezza. Rigon è un
eccellente musicista e anche un interprete-filologo. Del "Barbiere" propone le varianti probabilmente accolte in una versione
vicentina del 1825 (la prima romana è del 1816). Complessivamente è preferibile la versione originale: non giova certo la
sostituzione di "A un dottor della mia sorte", la rabelaisiana aria di Bartolo, con "Manca un foglio" neppure di mano di Rossini.
Interessante invece ascoltare lo stratosferico finale del tenore "Cessa di più resistere" affidato al mezzo soprano, riabilitando i
rondò femminili di bravura cari a Rossini. Comunque l'idea di Rigon consente di verificare la mobilità occasionale delle prassi
esecutive teatrali del tempo.
I ruoli protagonistici sono affidati a tre giovani. Concetta D'Alessandro, Rosina, sostituisce Laura Polverelli indisposta. Ha mezzi
notevoli per colore, estensione, tecnica, vocalistica. Potrebbe tranquillamente eseguire Vivaldi come Donizetti. Il tenore Dionigi
D'Ostuni è un Lindoro belcantistico con una eleganza che fa pensare a Haendel. Il baritono turco Cuneyt Unbal ha talento ed
eccezionali doti naturali, ma dovrebbe affinare il canto e approfondire i fraseggi ornamentali. Il Bartolo di Elia Fabbian ricade in
enfatiche convenzionalità. Strepitoso, irresistibile, Lorenzo Regazzo come Basilio: finalmente questo personaggio ironico e
disincantato è liberato da ogni retorica demoniaca. L'orchestra di Padova e del Veneto suona con espressione, il coro Scola di San
Rocco è ben guidato da Francesco Erle. Entusiastiche accoglienze.
Settimane Musicali al Teatro Olimpico - Contrà San Pietro 67, 36100 Vicenza - e-mail: info@olimpico.vicenza.it