Ascoltare l'opera barocca, seppure in forma di concerto, all'interno di quel gioiello dell'arte palladiana che è il Teatro Olimpico di Vicenza, è un'esperenza unica. Le bellezza del luogo e l'acustica sono ideali: tutto insomma concorre a creare l'atmosfera giusta per questo genere di musica. È pertanto un piacere constatare che il colto programma della XVII edizione delle Settimane Musicali al Teatro Olimpico, guidate con competenza culturale finissima da Giovanni Battista Rigon, abbia regalato un'esecuzione della prima opera di Vivaldi. Ottone in Villa, nel 295° anniversario della prima rappresentazione avvenuta proprio a Vicenza. Ma la vera sorpresa viene dall'esecuzione, frutto del lavoro di un virtuoso del violino talentuosissimo come Federico Guglielmo, il quale, alla testa del complesso da lui fondato nel 1994, L'Arte dell'Arco, fin dall'inizio specializzatosi nell'esecuzione della musica veneziana del Sei-Settecento, regala momenti di vera emozione musicale. Si potrà presto ammirae questa esecuzione in CD, registrata nei giorni precedenti l'esecuzione vicentina. Intanto la prestazione di questo complesso formato da strumenti originali, dal suono intonatissimo e dalle ritmiche lucide e saettanti, si è messo al servizio di un'opera in cui il virtuosismo strumentale si fonde cin quello delle ugole, chiamate, come sempre nelle opere del "Prete Rosso", a veri tour de force belcantistici.
Ed è un piacere constatare che il cast selezionato per l'occasione sia formato da specialisti di comprovata bravura e da due assolute sorprese. Non si fatica infatti ad ammirare lo stilisticamente ineccepibile tenore Luca Dordolo (Decio), al pari della voce svettante del soprano Maria Laura Martorana nei panni della frivola e sensuale Cleonilla, vero motore della vicenda, ed a quella fresca e cristallina di Marina Bartoli in quelli di Tullia, bravissima nell'aria "Misero spirito mio".
LA parte di Ottone, che alla prima fu interpretata da un mezzosoprano en travsti,è qui sostenuta con grande stile dalla norvegese Tuva Semmingsen. Voce votata a questo repertorio ì, mai fino ad oggi ascoltata in Italia. La sua prova ci ha confermato le qualità di una voce elegante e ben controllata, con qualche nota vuota nei gravi, ma precisa e scura nelle agilità di "Ferma pur, sì lagni Roma". La vera sorpresa è stato però il giovane Florin Cezar Ouatu, già vincitore di important concorsi, ma non ancora entrato, come ritengo meriti, nel giro internazionale dei falsettisti di gran nome. La voce stupisce per la bella timbratura calda e per la faciltà con cui mantiene morbido il suono anche nelle tessiture più acute, senza per un attimo cedere agli svenevoli languori di un lirismo esangue. In quella magnifica aria, con il suggestivo effetto "in eco" di Tullia, che è l'elagiaca "l'ombre, l'aure e ancora il rio"; in essa il canto di questo falsettista colpisce per la vibrazione estremamente intensa eppure delicata con cui il personaggio riflette sulla sua infelicità mentre violini e flauti trillano facendo da corona a questa pagina poeticissima. All'opposto, nel precendente atto, Florin Cezar Ouatu, ci offre una superba esecuzione di quel furente prototipo di aria di gelosia e furore che è l'aria "gelosia, ti già rendi l'alma mia", nella quale le agilità scorrono rapide e nervose, ma si mantengono timbrate perchè avvolte da una guaina di colore bunito che non offusca mai la bella posizione luminosa di un canto fluido e naturale, lontana da ogni artefatta contraffazione sonora. Una vera sorpresa. Al termine applausi scroscianti e meritati per tutti.
Settimane Musicali al Teatro Olimpico - Contrà San Pietro 67, 36100 Vicenza - e-mail: info@olimpico.vicenza.it