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Settimane Musicali al Teatro Olimpico

15 edizione, 2 - 15 giugno 2006
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IL GIORNALE DI VICENZA - Casare Galla

Due pianoforti per tre e la classe Argerich A quattro mani o a due tastiere: grandi applausi al Comunale anche per Delahunt, Baldocci e per il cagnolino Israel

02/02/2009

Tre pianisti al Comunale, per non parlare del cane. I tre musicisti erano la grande Martha Argerich, il canadese Walter Delahunt e il giovane livornese Gabriele Baldocci. Il cane era il fedelissimo compagno a quattro zampe di Delahunt, un simpatico meticcio bianco e focato - quasi un bracchetto, probabilmente un "primo incrocio", come dicono gli specialisti - che lo ha sempre seguito in scena, dove del resto era stata preparata una sedia apposta per lui. Educatissimo e molto affettuoso, Israel, questo il suo nome, non si è fatto pregare per mettersi composto ad ascoltare la musica, salvo scondinzolare festoso quando scattavano gli applausi e cercare di saltare in braccio al suo padrone al momento delle uscite.
Così l'evento promosso dalle Settimane Musicali, il ritorno di Martha Argerich a Vicenza a 36 anni dall'ultima volta (la pianista argentina aveva attraversato come una meteora la vita musicale di casa nostra in due occasioni, tra fine anni '60 e primi '70) si è stemperato ben presto in un'atmosfera casalinga, che del resto il programma del pomeriggio in fondo postulava, essendo tutto dedicato a composizioni per pianoforte a quattro mani o per due pianoforti, tipiche della tradizione della "Hausmusik".
Il programma spaziava da Mozart al XX secolo, e forse proprio con gli autori del Novecento ha toccato i momenti più alti anche dal punto di vista interpretativo. Straordinaria, ad esempio, la lettura da parte di Argherich e Delahunt del Concertino op. 94 per due pianforti di Sostakovic, in equilibrio fra squisita definizione del suono e incisiva forza ritmica: un mix che riassume il carismo e il temperamento artistico affascinante della Argerich tanto quanto l' accuratezza stilistica di Delahunt. I due insieme avevano affrontato con linearità asciutta anche la Sonata K. 381 a quattro mani di Mozart, mentre la pianista argentina si è poi unita all'acerbo Gabriele Baldocci per il vasto affresco sentimentale della Suite n. 1 di Rachmaninov, con qualche squilibrio di tocco da parte del giovane livornese. Delahunt e Baldocci hanno proposto a quattro mani alcune Danze Ungheresi di Brahms e a due pianoforti le eleganze danzanti in stile russo di Anton Arenskij. Conclusione con "La Valse" di Ravel (Argerich-Baldocci), riletto con tensione molto efficace e controllo del suono seducente nella Argerich, più accurato che in precedenza in Baldocci.
Teatro quasi al completo, applausi scroscianti e numerose chiamate per una serie di bis equamente suddivisa fra i tre protagonisti del concerto: Argerich e Delahunt superbamente nelle rafinatezze timbriche di "Ma mère l'oye" (L'imperatrice delle pagode); Delahunt e Baldocci ancora con Brahms all'ungherese e infine Baldocci con Martha Argerich in una pagina dalla scatenata energia ritmica di Darius Milhaud.


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