Mendelssohn, magica lucentezza "Stelle" della serata la violinista tchakerian, il violoncellista Brunello e il pianista Somenzi
L'unico concerto delle Settimane Musicali al Teatro Olimpico a non avere legami stretti con la tematica "napoletana" di questa edizione era quello che commemorava tre grandi della storia della musica come Händel, Haydn e Mendelssohn. Non è stata però una carenza, perché già uno solo di questi tre calibri riempirebbe ben più di una serata. Poi, se assieme al talento e al carattere sbalzato a tinte forti della violinista Sonig tchakerian vengono ad esibirsi amici come il violoncellista Mario Brunello ed il pianista Massimo Somenzi, la serata non può che ritenersi un evento riuscito. Accanto a loro c'erano anche il violista Massimo Paris e i giovani archetti Gabrielle Shek, Katia Ghigi, Claudio Rado (violini), Enrico Carraro (viola), Simone Tieppo (violoncello), nella effervescente conclusione con l'Ottetto per quattro violini, due viole e due violoncelli di Felix Mendelssohn.
Ma procediamo dall'inizio. Intanto, pubblico festoso, calorosissimo e numeroso (Olimpico al completo) e con tanti giovani: studenti della Media Dalle Laste di Marostica (ad indirizzo musicale)e del Lioy e della Barolini. Il programma, si è detto, ha proposto autori famosi e aurei, ma con offerte non scontate e di grande pienezza musicale (pensiamo al movimento centrale del Trio di Haydn). Gli interpreti sono musicisti che in veste solistica hanno una loro indipendenza ma che anche quando dialogano assieme offrono delle pagine di grande caratura cameristica.
La prima parte della serata si apre sulle note delle Dodici Variazioni in sol maggiore su un tema dal Judas Maccabäus di Händel di Beethoven e vede protagonisti Mario Brunello e Massimo Somenzi. Altamente virtuosistiche, cariche di contrasti espressivi, ricche di una cantabilità che si sposta da uno all'altro dei due strumenti, le Variazioni si stagliano con grande e trascinante verve, grazie al pianoforte di Somenzi, fortemente virtuosistico ma anche di tenera cantabilità e al violoncello di Brunello che come sempre si modula con una aderenza più vocale, che strumentale, restituendoci all'ascolto una tecnica adamantina e scioltissima, mai però ostentata. Un duo di perfetta coesione cui si aggiunge il guizzante Gagliano di Sonig tchakerian nello splendido Trio in mi maggiore n. 28 di Haydn. Il dialogo a tre è fluido e avvolgente e le coordinate "classiche" sono anche riduttive, quando si ascolta il meraviglioso Allegretto centrale, in cui il basso del pianoforte è strettamente contrappuntistico e fitto e la mano destra disegna delle melodie di grande lirismo, poi riprese dal punto di vista tematico dagli altri due archi. Di grazia, vivacità e brillantezza, la prova dei tre, salutata da applausi incandescenti.
Trascinante e lucente anche il conclusivo Mendelssohn con l'Ottetto, accolto da una vera e propria ovazione, seguita dal bis del Presto finale.
Settimane Musicali al Teatro Olimpico - Contrà San Pietro 67, 36100 Vicenza - e-mail: info@olimpico.vicenza.it