Le Settimane Musicali al Teatro Olimpico, festival piccolo ma emergente, sono incentrate quest' anno sulla musica napoletana, così come le edizioni precedenti lo erano su Venezia e Roma. Ma il bello della rassegna non è qui. Molti organizzatori chiamano festival manifestazioni magari anche ricche ma prive della benché minima specificità. Qui a Vicenza invece questo pluriennale viaggio tra le capitali musicali italiane si traduce nella ricerca di aspetti poco noti se non del tutto inediti. E questo ad esempio è il caso del Finto turco di Nicola Piccinni (barese di nascita ma di scuola napoletana), opera che le Settimane Musicali hanno messo in cartellone per la prima volta in tempi moderni, affidandone l' esecuzione in forma d' oratorio all' orchestra filologica L' arte dell' arco. Ma lo è pure quello del Turco in Italia di Rossini - il piatto forte del menu di quest' anno - perché la celebre opera buffa non è stata rappresentata nella sua versione primitiva, quella che ebbe battesimo a Milano nel 1814, ma in una posteriore versione napoletana che, oltre che per alcune varianti di struttura, si distingue per la sostituzione dei recitativi secchi con dialoghi in prosa, in parte in italiano e in parte in dialetto napoletano. L' uno non è meglio dell' altro, ma si tratta in ogni caso di due «Turchi» ben diversi. Il tradizionale è più importante e «ufficiale»; l' altro dovrebbe guadagnare in ritmo teatrale quanto perde in sostanza musicale, se è vero che il parlato sarà sempre più rapido del recitativo, pur brillantemente realizzato. Ma quest' ultima è l' unica pecca dello spettacolo confezionato dal regista Francesco Micheli e dal direttore, nonché anima del festival, Giovanni Battista Rigon a capo dell' Orchestra di Padova e del Veneto. Si sono scelti cantanti giovani, piuttosto bravi tutti quanti, si sono pensati tempi musicali abbastanza spigliati (non tanto però quanto lo erano nell'
Italiana e nel Barbiere degli anni passati), si è puntato su una recitazione svelta e giocosa; però lo spettacolo è arrivato oliato ma non troppo, come fossero mancate un paio di prove. Resta il fatto che Rigon si conferma, in ogni caso, uno dei migliori direttori rossiniani su piazza, artefice di un suono agile e grintoso, che non stanca. Tra i cantanti bene Daniele Zanfardino, tenore dal timbro chiaro e di buona dizione e benissimo Silvia Dalla Benetta, Fiorilla che domina le impervie colorature della parte offrendo al contempo robuste dosi d'
espressione, colore e piacevolezza.
Settimane Musicali al Teatro Olimpico - Contrà San Pietro 67, 36100 Vicenza - e-mail: info@olimpico.vicenza.it