VICENZA - Turco in Italia rivalutato - 6 giugno 2009 - L'apparente calma culturale di Vicenza nasconde, a cavallo tra maggio e giugno, numerosissimi eventi musicali racchiusi all'interno della cornice delle Settimane Musicali al Teatro Olimpico. Il festival, giunto alla sua XVIII edizione, si arricchisce anno dopo anno, inserendo nella propria programmazione proposte sempre nuove e spavalde. Il 2009 chiude un viaggio simbolico in Italia, tema conduttore delle ultime tre edizione del festival, che ha toccato città differenti della Penisola valorizzando il repertorio nato espressamente per i luoghi di volta in volta esaminati. Dunque, dopo Venezia e Roma, è la volta di una delle capitali musicali più importanti della storia passata, Napoli, vero e proprio epicentro della temperie culturale e sperimentale dell'opera settecentesca e prim'ottocentesca. Il lavoro svolto da Giovanni Battista Rigon, direttore artistico della manifestazione e concertatore della serata, ha permesso di recuperare, dallo scrigno ricchissimo della Biblioteca del Conservatorio di San Pietro a Majella, Il Turco in Italia di Rossini nella versione di Napoli dove andò in scena, presso il Teatro Nuovo sopra Toledo, nella primavera del 1820.
La cattiva sorte perseguitò questo gioiellino rossiniano per tutto il XIX e buona parte del XX secolo, almeno sin quando si comprese l'interesse e, in special modo, le grandissime novità caratterizzanti quest'opera, originariamente pensata per il teatro alla Scala dove crollò miseramente a causa del titolo pregiudizievole che spinse i milanesi, reduci dall'Italiana in Algeri, a sentirsi gabbati per l'apparente somiglianza nella tematica, in realtà assolutamente differente. L'espediente del teatro nel teatro (ora abusato e di scarso effetto) in campo operistico creò negli spettatori dell'epoca una qualche confusione portando ad una scarsa comprensione del personaggio chiave, il poeta Prosdocimo, vero perno della vicenda. Ebbene, nell'edizione presentata a Vicenza, quella napoletana per capirci, proprio il poeta assume un'importanza ancora più marcata, intervenendo attivamente nella vicenda e muovendo il resto degli attori, spesso, a proprio piacimento. E, sempre nella versione partenopea, più che le differenze riguardanti i pezzi solistici, le quali prevedono sostanzialmente l'aggiunta della sortita di Don Narciso sulle note e sul testo di "Languir per una bella" presa in prestito dall'Italiana in Algeri e la variazione della prima aria di Fiorilla che passa da "Non si dà follia maggiore" alla pirotecnica "Presto andiamo a spasso a spasso", si notano e si fanno notare i lunghi dialoghi, non, quindi, recitativi, il personaggio di Don Geronio che utilizza sempre il dialetto napoletano e l'aggiunta di due figure, Talinda e Narbut, che, in un certo senso, sostituiscono l'assente Albazar.
Settimane Musicali al Teatro Olimpico - Contrà San Pietro 67, 36100 Vicenza - e-mail: info@olimpico.vicenza.it