Come indica il nome, si è dimostrato veramente un "Trio con brio" l'ensemble nato a Vienna nel 1999, ma attivo nella capitale danese e che si è imposto sulla scena internazionale vincendo il Concorso Ard a Monaco. Ma tanti altri sono stati i Concorsi internazionali vinti da questo giovane organico composto dalle sorelle coreane Soo-Jin e Soo-Kyung Hong e dal pianista danese Jens Elvekjaer in un palmarès internazionale che va da Firenze (primo premio al Vittorio Gui)a Copenhagen (primo premio Trondheim Chamber Music Competition).
Il Trio con Brio si è esibito per le Settimane Musicali di Giovanni Battista Rigon, inaugurando la rassegna 'Progetto Giovani' che da quest'anno vuole aprire una finestra sulla musica da camera "verde" ma già titolata e di alto livello. A Palazzo Leoni Montanari l'occasione (non copiosa la presenza di pubblico e purtroppo, perchè i tre erano veramente bravissimi) di ascoltarli nell'integrale dei Trii con pianoforte di Camille Saint-Saens. In realtà solo due ne scrisse il compositore francese ma racchiudono appieno una completezza e una maturità formale degne di un corpus molto più allargato.
Il primo Trio in fa maggiore op.18 venne scritto nel 1869 e con questa pagina il "Trio con brio" s'impone subito per le sue caratteristiche: potenza sonora, forza comunicativa, energia espressiva. Il Guarneri della violinista Soo-Jin e l'Amati della sorella Soo-Kyung hanno sostenuto un dialogo fitto e complesso in cui il pianoforte di Elvekjaer non aveva mai un ruolo defilato. Saint-Saens infatti tesse una trama impegnativa e intensa: dall'irruento Allegro vivace al mesto Andante, al giocoso Scherzo fino all'imperioso e marziale Allegro conclusivo è un'intera lezione di grande musica da camera. Un livello interpretativo che si sostiene grazie all'utilizzo di una tecnica sciolta e fluida da parte degli archi e di un ventaglio agogico e di preziosimi dinamici affrontati dal pianista con sapienza, forte musicalità e spunti originali.
Identico l'approccio interpretativo anche nel secondo Trio op.92, del 1892, strutturato nei cinque corposi movimenti e che in alcune realizzazioni armoniche ricorda il Trio di Ravel. Forte la caratura virtuosistica, la pulsione dinamica e la tensione che hanno trovato nei tre bravissimi giovani degli interpreti affiatati e di generosa verve comunicativa. Una gioia nel suonare evidente che ha fatto da trade-union fra i tre 'briosi' ma che ha contagiato anche il pubblico attento e soddisfatto. Molti infatti gli applausi e come bis, lo Scherzo dal Trio dell'op.18.
Settimane Musicali al Teatro Olimpico - Contrà San Pietro 67, 36100 Vicenza - e-mail: info@olimpico.vicenza.it