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Settimane Musicali al Teatro Olimpico

15 edizione, 2 - 15 giugno 2006
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IL CORRIERE DEL VENETO - Orsola Bollettini

Pepato, minimale ma pieno di verve, il «Don Pasquale» diverte l'Olimpico.

08/06/2010

Successo per l'interpretazione di Francesco Bellotto dell'opera di Donizetti. Per l'occasione il protagonista diventa un restauratore di statue palladiane

Un Malatesta «fashion victim», un Ernesto che sembra uscito dalla casa del Grande Fratello. Minimale ma pepato, il Don Pasquale di Francesco Bellotto - regista e direttore artistico del teatro Donizetti di Bergamo - ha divertito molto il pubblico del teatro Olimpico di Vicenza. Se l'autore dell'opera voleva un anziano e ricco protagonista, il regista - con l'aiuto delle scene di Massimo Checchetto e Serena Rocco, i costumi di Carlos Tieppo - lo fa diventare anche restauratore di statue, naturalmente, palladiane. Inserendosi e sfruttando così al meglio il contesto del teatro vicentino.

La scena si apre con una visita all'esposizione, con tanto di guardasala e avventori muniti di patatine fritte e macchina fotografica. Con la verve che lo caratterizza, Lorenzo Regazzo ha debuttato nel ruolo rendendo al pubblico un coinvolgente Don Pasquale, combattuto tra gli acciacchi della vecchiaia - immancabile sulla sedia la «ciambella» contro le emorroidi - e la fregola giovanile, come racconta nella cavatina «un foco insolito». Fregola per un'insolita Norina, visto che al posto di un soprano - come da partitura e come si è soliti ascoltare - la parte è interpretata da un mezzo, in omaggio ai 100 anni dalla morte di Pauline Viardot, sorella di Maria Malibran e interprete del ruolo, ovviamente adattato ad hoc, a San Pietroburgo nel 1845. «So anch'io la virtù magica», dice la cabaletta della protagonista.

E Federica Carnevale l'arte magica la conosce sul serio: emissione sempre sicura e brillante - l'unico appunto può essere sul vibrato un po' stretto -, testo sempre perfettamente comprensibile. Cosa non facile, visto che per sua natura il teatro tende a un'acustica più favorevole per l'orchestra - quella di Padova e del Veneto è stata in questo senso ben «tenuta a freno» da Giovanni Battista Rigon - che per i cantanti, a scapito qua e là della comprensione di qualche pezzo d'assieme dal ritmo serrato. Colore rotondo ma emissione un po' spinta per l'Ernesto di Emanuele D'Aguanno, costretto a prendere più fiati per sostenere le note acute. Corretto il Malatesta di Gabriele Nani, senza però particolari slanci espressivi. Divertente e divertito il coro Dodecantus diretto da Marina Malavasi, che ha festeggiato il lieto fine tra i due giovani amanti non con Donizetti ma con Michael William Balfe - compositore ottocentesco irlandese molto influenzato da Bellini e Donizetti, che tra l'altro scrisse la sua prima cantata per Giulia Grisi, prima interprete di Norina - e il suo finale da «The Maid of Artois».


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Settimane Musicali al Teatro Olimpico - Contrà San Pietro 67, 36100 Vicenza - e-mail: info@olimpico.vicenza.it